doppio post 2: radiohead forever! :)

Ma perchè comprare un biglietto per il concerto dei Radiohead (fra l’altro non te lo tirano mica dietro!) quando in realtà ciò che si ha intenzione di fare è passare una serata a chiacchierare con la migliore amica?

Ieri sera ho fatto una capatina a Bologna per il concerto che avrebbe dovuto avere luogo a Piazza Maggiore in luglio, invece (come già avevo scritto) a causa del terremoto è stato prima spostato all’Arena Parco Nord, e poi pure spostato di data per il crollo del palco in Canada, in cui purtroppo ha perso la vita un giovane tecnico

Per luglio avevo programmato tutto bene e con molto anticipo, volevo approfittare del concerto per visitare la città, come faccio sempre, e quindi biglietto del concerto in tasca, ferie prese, albergo già prenotato, controllo delle offerte Trenitalia…nada, tutto da disdire, e alla fine il week end bolognese da passare gironzolando per i portici si è trasformato in una toccata e fuga di 3 ore!

Ero indecisa se pigliare il treno, ma al pensiero di: prendere l’autobus al Lido, il motoscafo fino alla stazione, il treno fino a Bologna, l’autobus in mezzo a milioni di persone fino all’Arena Parco Nord, vedere il concerto, ripigiarmi in mezzo a miliardi di persone nell’autobus, corere per prendere il treno, arrivare tardissimo a Venezia e navigare per altri 40 minuti fino al Lido, aspettare che parta il bus o farmi la scammellata finale fino a casa….ho optato per la macchina!

Di norma non amo girare in macchina, sì, la uso volentieri, anzi più che altro mi piace avere la possibilità di usarla, ma faccio pochi chilometri…come dicono alla Toyota ogni volta che la porto a revisionare “Chi la compra fa un affare!”

Stavolta però l’idea di usare la scatoletta che è alla fine un’estensione della casa (per noi donne, per i maschi di norma è un’estensione di qualcos’altro!) è stata assolutamente vincente, anche se l’avventura era iniziata male: avevo prenotato il ferry boat perchè il martedì pomeriggio ci sono tutti i camion del mercatino e io non volevo 1) – perdere ore in coda; 2) – rischiare di perdere il ferry…solo che non ho fatto in tempo ad arrivare entro 20 minuti e così ho perso la prenotazione!

“Signora (tua sorella!!!), abbiamo aspettato fino all’ultimo (ga da esser!!!) ma lei è arrivata troppo tardi, mi dispiace, non so cosa dirle, ecc ecc” “Allora quando riuscirò a salire sul battello, visto che c’è una coda che arriva quasi da Paolino?” “Questo delle 16 e 40 di sicuro no, (ma va?), il prossimo non credo, comunque provi a mettersi in fila””Guardi, faccio così, me ne torno a casa e ci vediamo tra 2 ferry!”

E così ho fatto, tanto per fortuna ero in anticipo perchè avrei dovuto trovarmi con altri radioheadiani e poi vedere anche il gruppo di apertura…ma i pazzi erano già lì da ore e ore e quindi talmente in prima fila che poi hanno dovuto asportargli chirurgicamente le transenne ormai tutt’uno con il corpo, e il gruppo di supporto erano i Caribou, che avevo già sentito e che non mi piacciono poi molto

Quindi da una sfiga ne è venuto un gran bene, perchè sono partita con un’ora e mezza di ritardo ma ho viaggiato bella tranquilla in un’autostrada non particolarmente trafficata, ho trovato subito la strada giusta e per una botta di culo colossale pure un parcheggio vicino alla tangenziale e al luogo del concerto perchè appena entrata nel parcheggio strapieno di macchine (“Qua mi tocca metterla anche a me sull’aiuola!”) un tizio che era sicuramente l’uomo più intelligente e simpatico del mondo, è salito in auto e se n’è andato davanti ai miei occhietti increduli…mancava solo il tappeto rosso! Yessssss!!!!

Per scrupolo appena scesa chiedo ad un paio di ragazzi che escono a piedi se stanno andando dai Radiohead e loro mi confermano che non sono arrivata alla sagra della porchetta, così li ho seguiti in giro per stradine tortuose e sono arrivata all’arena perfettamente in orario per il concerto

Fuori dai cancelli c’era un casino di gente, tanto che mi sono preoccupata: “Ma non hanno ancora aperto? E’ successo qualcosa?”, poi però ho sentito la musichetta che fa da cuscinetto tra l’esibizione dei Caribou e quella dei RH e mi sono tranquillizzata, scoprendo che il marasma era dovuto alla fila semplicemente assurda per gli ultimi biglietti in vendita (davvero stratosferica, io forse avrei rinunciato!) e i vari assembramenti agli stand di piadine e panini con la mortadella

Bon, vado bella sparata verso l’ingresso ostentando con una certa supponenza il mio biglietto a tutti quelli in fila (ehehhehehe) ed entro in un enorme spazio erboso rialzato come una curva da pista di Indianapolis in mezzo al quale troneggia il palco
La gente è ormai dappertutto, moltissimi in piedi sul cosiddetto “prato” e altrettanti sulla curva seduti sull’erba…io naturalmente opto per la seconda ipotesi e mi piazzo abbastanza vicino all’uscita visto che al contrario delle altre volte dovrò scappare di corsa per non arrivare a casa alle 6 del mattino…cioè appena in tempo per uscire per il lavoro!

E così si torna all’affermazione iniziale: ma perchè comprare un biglietto per il concerto dei Radiohead (fra l’altro non te lo tirano mica dietro!) quando in realtà ciò che si ha intenzione di fare è passare una serata a chiacchierare con la migliore amica?

Vicino a me si vengono a sedere poco dopo due ragazze sui 20 anni, forse meno, simpatiche e carine, per carità, ma che cominciano a chiacchierare a nastro, e quando dico a nastro intendo che NON HANNO MAI SMESSO!
Per tutto il concerto hanno parlatoparlatoparlatoparlato SEMPRE! Gli unici momenti in cui stavano zitte era quando la musica era talmente forte che non potevano sentirsi, per il resto blablablablabla!

Io dopo un po’ mi sono allontanata di quel tanto che mi consentisse di ascoltare tranquilla, ma dentro di me la domanda epocale faceva capolino: perchè? Non parli meglio al bar, o a casa tua, o al telefono, o in qualsiasi altro posto che non sia un concerto (ripeto, pure un po’ costosetto) in cui di norma si ascolta musica?
Purtroppo devo concordare con chi denigra gli italiani ai concerti, perchè se queste erano la punta dell’iceberg non è che per il resto ci fosse da stare allegri, il chiacchiericcio era abbastanza presente per buona parte dello show

Peccato, perchè invece il Thom Yorke e gli altri meritavano di meglio, e ho rimpianto i nipponici che mi hanno dato la possibilità di ascoltare ogni singolo suono prodotto dagli strumenti e ogni sospiro delle voci, spellandosi poi le mani a suon di applausi: per forza che ai Radiohead piace suonare in Giappone!

Non mi dilungo sulle canzoni, naturalmente tutte belle e suonate ineccepibilmente, l’unica cosa da segnalare è il cazziatone proprio in mezzo ad una canzone che Thom (voce/chitarra/pianoforte/tamburello/testi/musiche/leader) ha dato a Jonny (chitarra/strani strumenti inventati da lui/computer vari/musiche) perchè, da quel che ho capito poi, avev lasciato acceso un pc o qualcosa del genere!

Alla fine del brano (uno dei miei preferiti, per inciso: “Exit music”) oltre agli applausi è partito il coro da parte degli ammiratori del cazziato: “Jonny, Jonny, Jonny!”, sul quale il Thom ha improvvisato una musichetta da circo, seguito da un paio di altri componenti della band…così oltre alla goduria uditiva e visiva ho avuto pure l’intermezzo comico! 😀

exit music (for a film)
(qui la canzone incriminata suonata invece per intero a Praga…e io c’ero pure lì, e anche Luca! 🙂 )

Fine del concerto (anzi, un po’ prima, con le ultime canzoni che mi inseguivano sulla strada per il parcheggio), passeggiata finale sotto la luna e le stelle della periferia tangenzialesca, ritorno all’auto mentre vedo di fronte un gruppetto di sbarbati di origini evidentemente nordafricane che si arrampicano su un cancello di una fabbrica dsmessa guardando furtivamente in giro…io entro in macchina e chissèvistossèvisto!

Ciao Bologna, anzi Arena Parco Nord (per la sospirata visita a Bologna ci sarà ancora da aspettare), ciao autostrada quasi deserta, ciao autogrill che passo senza remore, non ho fame nè sete (attrezzata di succhi di frutta, biscotti e puttanate varie) e manco mi scappa la pipì (fatta all’andata nell’ultimo autogrill: furba eh?), ciao bivio per Venezia, ciao Ponte della Libertà in cui riduco drasticamente la velocità a 40 all’ora per non pigliare multe, ciao piazzale del ferry che contrariamente a quanto pensavo non è vuoto ma tiene 4 macchine in attesa, ciao ferry dell’1 e 40, ciao Lido: bella scappatella, mi sono divertita anche a guidare in solitaria…anche se avrei preferito farlo in Scozia…however I’m really lucky! 🙂

lucky

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