ironman

Domenica è stata la giornata della “Venicemarathon”, ma bisogna cambiare il nome di questa competizione, quella di domenica è stata la “Bravemarathon”, la gara dei coraggiosi, persone che sfidano il vento e la pioggia…e l’acqua alta!

Eh già, non si sono fatti mancare nulla, dopo aver corso con un vento di bora e sotto un temporale per 40 chilometri, hanno poi trovato il regalino dell’alta marea che ha superato le rive delel zattere ed è entrata in Piazza San Marco, allietando così gli ultimi chilometri

Tra i coraggiosi c’era pure Elio, ormai diventato Il Mitico Elio, un vero iron-man che si è prodotto in una performance da brivido (in tutti i sensi!) ed è riuscito a migliorare il personale anche controvento: non oso pensare a cosa avrebbe portato a casa se ci fosse stata una giornata di sole!

Sono andata ad aspettarlo e a rifocillarlo all’arrivo, e ho potuto gioire con lui per l’impresa. oltre a brindare con lo spritz, come da promessa!

Ormai non lo ferma più nessuno, mi sa che fra poco andrò ad applaudirlo all’ironman delle Hawaii!

Quello sarebbe il mio prossimo obiettivo, però prima devo fare almeno un triathlon (nuoto, bici e corsa su distanze decisamente più brevi), o anche un acquathlon (nuoto e corsa) o un duathlon (bici e corsa)…o magari una corsa con i sacchi!!! 🙂

Mi sa che l’ironman che volevo portare a casa al compimento dei 50 anni sarà posticipato di un pochino, mica tanto eh, una decina di anni come minimo! 😀

In effetti l’obiettivo è alquanto ambizioso, ma ogni volta che vedo questa competizione mi esalto e mi immedesimo un sacco in questi pazzoidi che si sciroppano un numero infinito di chilometri solo per poter dire “L’ho fatto!”
Peccato che al momento ho l’allenamento di un tricheco spiaggiato, riesco a corricchiare, sì, e sicuramente non ho problemi a nuoto (anche se sono lentina), ma la bici per esempio non l’ho ancora comprata…sì mi arrabbatto a cercare di fare chilomentri sul mio scassato velocipede, ma ho paura che non sia abbastanza correre una ventina di minuti per andare a fare le spese! 🙂

E’ che nella vita bisogna sempre porsi degli obiettivi, e poi cercare di portarli a termine per quanto possiamo, infatti anche quando ho cominicato a correre, ormai 5 anni fa, ho pensato che la cosa migliore era quella di cercare di arrivare ad un traguardo, e ho scelto quello dei 42 chilometri e passa

Era un tantino ambizioso anche quello, infatti ricordo ancora che parenti e amici un po’ mi pigliavano in giro e un po’ erano preoccupati perchè in effetti la maratona è bella lunga e chi non l’ha mai fatta non può certo avere la sicurezza di arrivare, e soprattutto di arrivare sano e salvo!

Ma io ero tranquilla, mi allenavo seguendo uno schema di Pizzolato per gli imbranati…cioè, in realtà ho cominciato seguendo lo schema, poi ho lasciato perdere e ho seguito i dettami del professor Katzo, una tecnica che mi ha sempre dato grandi soddisfazioni!
Così sono arrivata al giorno della maratona corricchiando senza ammazzarmi di fatica e senza patemi d’animo, e mi sono ritrovata tutta felice alla partenza, sola ma in mezzo a migliaia di altri matti come me!

Infatti nessuno tra parenti e amici mi aveva seguito nell’impresa, ma poco male, li avrei visti a tifare sulla strada e al traguardo, a cui speravo di arrivare, ma non si sa mai!

La mia strategia era quella di partire piano per risparmiare le forze, e poi riprendermi verso la fine e superare tutti in volata per piazzarmi tra i primi…10.000!
Diciamo che la vera strategia era sì di iniziare piano e magari poi rimontare un paio di persone, ma soprattutto era quella di arrivare, magari camminando ma volevo arrivare…se poi non andava poco male, l’autobus “scopa” mi avrebbe raccattato insieme agli altri sfortunati e amen

Ripensandoci sono stata davvero un po’ avventata: non avevo mai corso una gara se non l'”Alberonada”, una corsetta di circa 5 chilometri, quando ero una giovane pimpante e piena di energia, poi avevo smesso di correre (corricchiare) per secoli, e adesso mi buttavo in quest’impresa senza quasi preparazione e con tanta incoscienza

Sono convinta però che lo spirito che mi animava e che tuttora mi anima nelle gare sia quello giusto: io non voglio fare il miglior tempo dell’universo, non voglio far mangiare la polvere agli avversari, non mi interessa se qualcuno mi supera, magari sul traguardo, a me interessa solo correre in mezzo ad altri pazzi per divertirmi e godermi la giornata, poi se mi sento particolarmente bene magari ci butto un po’ più del mio e ci scappa pure una prestazione decente, ma sennò chissenefrega, se non ce la faccio più mi metto a camminare e mi guardo il paesaggio!

Infatti di quella maratona ricordo le lunghe camminate in solitaria o con qualche altro scoppiato, e mi godo ancora certi scorci e sensazioni che hanno illuminato quel giorno, che per me ha fatto da spartiacque tra due epoche della mia vita…e quella che è venuta dopo è decisamente migliore, non solo per ragioni fuori dalla mia volontà ma anche perchè è vero che chi arriva a certi traguardi poi riesce anche inconsapevolmente a iniettare quell’energia e quell’entusiasmo nella vita di tutti i giorni

Ho imparato molto su di me e sugli altri, ho scoperto delle qualità che non credevo di avere, tipo la perseveranza e la resistenza alla fatica…e soprattutto ho capito che quando faccio una gara non devo partire piano e poi accelerare come avevo erroneamente fatto alla mia prima maratona, perchè in quel caso parto piano e arrivo ancora più piano, devo partire più veloce che posso e tenere botta finchè ci riesco, così poi al momento del rallentamento almeno ho fatto un po’ di strada! 🙂

Dopo il problema al piede finalmente sono riuscita a riprendere la corsa e sono felicissima di aver ricominciato a gareggiare proprio a Londra, che naturalmente mi ha portato bene (non poteva essere altrimenti, sono la sua figlia prediletta!) e adesso che mi devo porre un altro traguardo la scelta è caduta sull’ironman, sempre con la solita incoscienza e pazzia, ma chissà, forse fra un po’ ci risentiremo a commentare l’impresa…intanto voliamo basso e riprendiamo a correre decentemente!

Ma ora voglio fare ancora i complimenti al vero ironman Elio, a lui e a tutti i coraggiosi che hanno fatto l’impresa dedico il “monologo di San Crispino”, un brano tratto dall’Enrico V di Shakespeare, il famoso discorso del re Enrico prima della battaglia di Azincourt, quando i suoi consiglieri premono per aspettare i rinforzi:

“Se è destino che si muoia, siamo già in numero più che sufficiente;
e se viviamo, meno siamo e più grande sarà la nostra parte di gloria.
In nome di Dio, ti prego, non desiderare un solo uomo di più.
Anzi, fai pure proclamare a tutto l’esercito che chi non si sente l’animo di battersi oggi, se ne vada a casa:
gli daremo il lasciapassare e gli metteremo anche in borsa i denari per il viaggio.
Non vorremmo morire in compagnia di alcuno che temesse di esserci compagno nella morte.
Oggi è la festa dei Santi Crispino e Crispiano; colui che sopravviverà quest’oggi e tornerà a casa,
si leverà sulle punte sentendo nominare questo giorno, e si farà più alto, al nome di Crispiano.
Chi vivrà questa giornata e arriverà alla vecchiaia, ogni anno alla vigilia festeggerà dicendo:
“Domani è San Crispino”;
poi farà vedere a tutti le sue cicatrici, e dirà:
“Queste ferite le ho ricevute il giorno di San Crispino”.
Da vecchi si dimentica, e come gli altri, egli dimenticherà tutto il resto, ma ricorderà con grande fierezza le gesta di quel giorno.
Allora i nostri nomi, a lui familiari come parole domestiche – Enrico il re, Bedford ed Exeter, Warwick e Talbot, Salisbury e Gloucester – saranno nei suoi brindisi rammentati e rivivranno questa storia.
Ogni brav’uomo racconterà al figlio, e il giorno di Crispino e Crispiano non passerà mai, da quest’oggi,
fino alla fine del mondo, senza che noi in esso non saremo menzionati; noi pochi.
Noi felici, pochi.
Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello,
e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata,
e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui,
e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!”

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3 pensieri su “ironman

  1. ti leggo sempre ..non commento mai
    ma questa volta devo farlo ,
    GRAZIE
    per le belle parole e soprattutto per avermi aspettato all’arrivo
    penso che stare li al freddo ,sotto la pioggia e con quel vento
    sia stato quasi come fare la maratona ..ma senza medaglia !!

    e adesso …pedalare , pedalare

    ciao

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