ma chi sono coppi e bartali?

Ormai la bici non ha più segreti per la grande campionessa!

Sabato il gruppo di ciclisti del Lido ha organizzato una crono di una quindicina di chilometri a Pellestrina, e chi sono io per non aggregarmi? Specie quando ho saputo che la gara comprendeva il rinfresco a base di pesce! 🙂

Eccomi quindi piena di energia e di belle speranze partire da casa sabato a mezzogiorno verso l’altra estremità dell’isola con la mia bella biciclettina che tutto il mondo mi invidia…in effetti è proprio vero, ogni volta che becco un ciclista la prima cosa che mi dice è: “Bella bici!”

crono pellestrina 11 maggio 2013 009

Io naturalmente accetto il complimento ma siccome non ci capisco un accidente resto sempre sul vago quando poi cominciano a dirmi le caratteristiche tecniche e compagnia bella del mio gioiellino…insomma questi sono sempre lì che si commentano i loro tesori e io faccio un figurone senza alcun merito

Infatti la mia espressione è tutto un programma, sembro una bimba dell’asilo a cui stanno spiegando la teoria della relatività…oddio, vabbè che anche se me la spiegano adesso non ci capisco un tubo!

E un tubo non capisco manco di bici, questi esperti continuano a dirmi che la corona davanti e il cambio dietro, e che le marce e che in salita così e in discesa è cosà, che la rondella deve essere girata di lì e il tubolare si gonfia cosà e la moltiplica così…io dico sempre sì ma non mi entra nulla nella testolina bacata, tutto scorre via liscio e limpido come acqua di fonte, senza lasciare tracce!

Vabbè, prima o poi ci arriverò a capire come si fa a cambiare a seconda della pendenza e a non fare figure da cioccolatino quando sento discorsi strani riguardanti il flippiok e il cioppaz e lo scranser, per ora mi limito a cercare di stare in equilibrio e a non fare proprio schifo quando pedalo…perlomeno ci provo!

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Insomma preso il ferry per Pellestrina insieme ad un manipolo di pazzi super accessoriati, mi accorgo subito che sono l’unica donna, tanto per cambiare, e la cosa non mi disturba per niente: ormai ho capito che di femmine ce ne sono ben poche, e basta che un paio non possano essere della partita che resta solo una rappresentante del gentil sesso, o anche nessuna, il mondo del triathlon è così…di quello della bici pura e dura poi neanche ne parliamo, lì le donne sono specie protetta!

Ma sì, io mi diverto a chiacchierare con tutti questi maschietti, ogni tanto qualcuno si dimentica che ci sono anch’io e se ne viene fuori con battutacce un po’ spinte ma io fingo di non sentire e rido sotto i baffi quando poi gli altri cominciano a riprendere il malcapitato: “Moighe, ghe xe anca ‘na signora qua!”

La signora ha sentito di ben peggio, e continua a sentire ogni giorno cose irripetibili al lavoro, ma non faccio menzione della cosa, d’altronde mi piace questa galanteria bonaria che mi vede unica protagonista!

Ok, si arriva a S. Maria del Mare e si comincia ad aspettare la partenza (io) o a fare un bel giro di ricognizione/riscaldamento sul percorso (praticamente tutti gli altri!)

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Il tempo passa e intanto ho trovato pure un’altra donna che è venuta ad assistere alla corsa, con cui faccio una partìa de ciacole che non finisce più, e così ridendo e scherzando mi ritrovo a breve con la ruota davanti su una riga bianca appositamente segnata sulla strada e con un tizio che mi tiene ferma la bici: porca miseria, ma dove sono?

Questi non scherzano mica, sono dei veri professionisti!
Ostrega, come faccio? Adesso casco come un pero perchè perdo l’equilibrio appena mi molla!

Boh, mi dice di tenere “in tiro” la bici e io ci provo, freno con tutte e due le mani e intanto pesto sui pedali…5, 4, 3, 2, 1 e via!
Miracolosamente riesco a stare in piedi e a non fare il caschè appena il tipo mi molla la bici dandomi pure una spintarellina, aaah ormai il peggio è passato!

Pedalo come non mai, mi pare di essere un cartone animato che ruota velocissimo i piedini a mo’ di vortice, già mi manca il fiato ma sono contenta di me, ma quando passo davanti al tipo della protezione civile che conosco bene e che presidia uno degli incroci, quello mi piglia in giro: “Dai, pedala!”

Ma come? Sto pedalando come una matta! Mi fanno già male le gambe! Mah, si vede che non avrà visto bene…speriamo!

A breve vedo che mi sorpassa il ciclista che è partito dopo di me, e mi incita ad andare…o almeno credo, visto che per me si trattava di un’apparizione di un razzo a mo’ di Bip Bip inseguito da Wilcoyote che ha lasciato dietro sè una nuvola sonora come nei cartoni: “VVVRRROOOOOMMMMM!!!” in cui si indovinava anche un “Vvvaaaiiii Luuuuciiiiaaaaa!”…insomma l’effetto finale era un: “VVVVAAIRRRLLLLUUUUUCIIIIAAAAARROOOOMMMMM!!!”

Il tutto moltiplicato per una ventina di volte, cioè ogni volta che uno degli atleti in gara mi passava accanto sparendo poi a velocità supersonica all’orizzonte!

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Io ringraziavo e salutavo per quanto il fiato me lo consentiva, e dopo aver visto passare tutti i ciclisti e tutta la mia vita davanti agli occhi, quando ho fatto il giro di boa e buona parte del percorso di ritorno ecco che mi vedo venire incontro un paio dei pazzi che smesse le scarpette da bici si sono infilati quelle da corsa e hanno cominciato e farsi una sgaloppata a velocità assassina belli freschi e pimpanti!

“Voi siete matti!” riesco a dire con un filo di fiato mentre loro mi spronano a continuare nella mia meravigliosa performance, basta, vedo la fine del tunnel e mi preparo a rallentare, conquistando il record dell’atleta più lenta del mondo (tallonata da un pullman)! 🙂

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Beh, a parte le visioni mistiche e il fiato corto e le gambe di legno devo ammettere che mi sono divertita tantissimo, anche perchè devo davvero ringraziare i miei compagni di corsa che mi hanno tutti, dal primo all’ultimo, incoraggiato e spronato ogni volta che mi passavano accanto e anche se le loro parole non hanno ottenuto grandi risultati, visto che invece di accelerare mi sa che rallentavo ogni volta che sentivo un bolide in avvicinamento, mi hanno sicuramente tirato su di morale e ogni volta un sorriso si è fatto strada tra le smorfie sul mio bel visino strafatto di stanchezza

Basta, metto i piedi a terra e prima di riuscire a chiacchierare di nuovo con la mia amica ce ne vuole un po’, non riesco manco a capire in che mondo sono e continuo a sentire il rombo dei motori dei ciclisti nelle orecchie! 🙂

Per fortuna ce ne andiamo verso la sede del rinfresco a velocità di crociera, temevo di dover ingaggiare una pedalata supersonica di nuovo…cioè, temevo di stare indietro di chilometri mentre gli altri se ne andavano come il vento, invece siamo tutti belli paciarotti e chiacchieriamo amabilmente di ferie e di viaggi e arriviamo tranquilli al nostro pranzetto, non senza aver sbagliato strada e aggiunto un po’ di chilometri all’allenamento

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Pronti col vino, vai con poenta e schie, via di tagliolini di mare, formaggio, dolcetti da inzuppo nel vino, caffè e pure ammazzacaffè: maaaa…le calorie perse? Tutte riprese? Amen, mi butto sulla tavola a quattro ganasce e faccio fuori tutto, mentre il mio commensale di sinistra rifiuta tutto perchè non ama il pesce ed è pure astemio, così lo piglio per i fondelli: “Ma ti e ga tute?!”, salvo poi dovermi complimentare perchè ha vinto la crono..ma allora sono il pesce e il vino che fanno male?

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Che ben che se sta! Io non mi muoverei più, invece ci aspetta un’altra biciclettata fino al ferry, e anche di corsa stavolta perchè rischiamo di perderlo, bene, si va, grazie mille, partiamo, si sbaglia strada tanto per cambiare, ma in compenso è uscito un sole stratosferico e il paesaggio, che era bello pure prima, adesso è semplicemente fenomenale

Io me lo godo alla grande, cerco di ripigliare il gruppetto che mi ha seminato, e per fortuna mia e sfortuna sua uno dei ragazzi ha bucato quindi la bici viene portata mano da un altro e lui in macchina dalla protezione civile, così si rallentano un bel po’ e alla fine li acchiappo

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Traversata in pace con gli ultimi rimasti del gruppone, visto che una buona parte di loro è riuscita a prendere il ferry precedente per un pelo, mi siedo un po’ sbilenca perchè il povero sederino protesta, ma non sa che deve ancora cuccarsi tutto il Lido…saluti al manipolo di pazzi che, chi in macchina, chi perchè si ferma agli Alberoni, mi lasciano, e via verso casa, immersa in un’atmosfera da sabato del villaggio, con il sole che si avvia al tramonto e le immagini e i colori di una bellissima giornata ancora negli occhi…chi lo sapeva che andare in bici era così divertente?

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3 pensieri su “ma chi sono coppi e bartali?

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