bardolino

bardolino 2013 007

Il triathlon ormai ha una nuova campionessa! Sono troppo forte, che ci posso fare?
Lo prova la mia ottima prestazione a Bardolino: 114° su 115 donne!
No, non è vero, sono una schiappa ma d’altronde c’è chi è più schiappa di me, quindi sono arrivata 101° su 115, già meglio, no?

Io sono partita con il solito obiettivo, cioè di arrivare al traguardo, quindi sono più che soddisfatta della mia prestazione, ma devo ammettere che il fatto di aver superato qualcuno non è che mi dispiaccia, nonostante il mio scarsissimo spirito competitivo

Di norma infatti se vedo che qualcuno vuole superarmi invece di incavolarmi e accelerare, mi scanso e rallento per agevolare chi ha la freccia lampeggiante, forse solo nel nuoto accenno ad un tentativo di resistenza, visto che almeno lì un pochino posso dire la mia, per il resto me ne sto tranquilla nel mio angolino e lascio che il mondo mi sorpassi e se ne vada

Così sabato la prima frazione che preoccupava un po’ tutti e che all’annuncio del divieto di muta ha gettato nel panico un buon numero di atleti, io me ne sono stata bella rilassata e mi sono goduta il momento della calata in acqua felice e contenta!

Al suono della trombetta da stadio si è vista una fiumana di cuffie rosa (molto appropriato per noi femminucce!) che si gettava nel lago schiumando e sbracciando e facendo un casino pazzesco!

Io in mezzo me la ridevo e mi divertivo a vedere come ci si dava gomitate e pedate a destra e a manca, ma sempre con una certa gentilezza…insomma non ho riportato lividi di sorta, e sì che mi ero bella installata al centro della tenzone e da lì non avevo nessuna intenzione di schiodarmi, alla faccia dei pugni e pedate!

Ho individuato in breve tempo il filo sommerso che univa le boe e che alcuni veterani mi avevano detto di seguire, come il famoso filo di Arianna, e così ho fatto, senza dover alzare il capino ogni tre bracciate a vedere se ero in asse e se andavo verso la boa: una vera pacchia!

Seguendo la traccia ho completato il primo e secondo giro di boa quasi in solitaria, perché a parte il guazzabuglio iniziale in cui non capivo manco dove erano le mie di braccia e di gambe, poi ci siamo sfilacciate, e a parte qualche atleta che qui e là mi superava e alla quale cercavo di attaccarmi poi a mo’ di cozza per sfruttarne la scia, non ho visto molto movimento nei paraggi

Ad un certo punto ho sentito che qualcuno sfruttava la mia di scia, perché ho captato il tocco di un paio di manine sui piedini, e una volta, e due, e tre: ma se vuoi stare in scia almeno fallo bene!

A breve ho mollato l’inseguitrice e sono passata avanti, solo che dopo un po’ ho sentito un boato in avvicinamento e stavo quasi per preoccuparmi quando invece girando la testa per respirare ho intravisto un paio di cuffie gialle: pork, sono già qua gli uomini!

Eccome se erano là! È arrivato un branco di pescecani che mi hanno sorpassato alla velocità della luce, chi a destra, chi a sinistra e chi letteralmente SOPRA!

Altro che calcetti femminili, altro che bracciate gentili, questi arrivavano sgomitando e scalciando senza remore, e come gli unni nulla li fermava, neanche un’atleta imbranata sulla loro strada; ne facevano polpette!

Ah ma io non mi intimidisco, me ne sto bella inchiodata al centro della corsia, e se vogliono passare che passino, tanto in qualche modo me la cavo, e se mi buttano giù la testa poi risalgo…anni e anni di giochi in acqua mi hanno lasciato un’esperienza illimitata sul come evitare di farsi affogare!

Ormai comunque sono quasi arrivata, siamo alla rampa di risalita, e mi ritrovo quindi a zompare sulla pedana, aiutata nella scalata da un’omino dello staff, via di corsa verso la doccetta che è stata installata subito alla fine della rampa (grande idea!), e avanti sempre correndo verso la bici: incredibile ma vero, non mi sento né stanca né frastornata, come mi è capitato invece quando uscivo dall’acqua fredda

bardolino 2013 010

Bene, mi lavo i piedini con l’acqua che ho portato appositamente, bevo un po’ di gatorade e mi vesto con tutto il neccessaire, controllo tutto, mi pare di essere a posto…ah no, manca il numero, l’ho lasciato sul manubrio, ok adesso ci siamo, che faccio, mi infilo i guanti o no? Ma sì, visto che ci sono meglio usarli, intanto sono arrivata quatta quatta al punto di partenza della gara di bici e mentre sono ancora ferma mi metto su i guanti con tutta la calma possibile, tanto che un tizio da dietro le transenne mi apostrofa con un paio di battute: “Chi va piano va sano e va lontano, eh?” “Certo, caro!” figuriamoci se mi faccio problemi!

Si monta in sella, e adesso viene il difficile: io sulla bici faccio pena, in più non ho gonfiato le gomme (mi sono dimenticata!) così faccio anche più fatica del solito, e per completare il quadro è la prima volta in vita mia che faccio tutte ste salite e discese: manco rammento cosa devo fare con i cambi, speriamo bene!

bardolino 2013 001

Il fratellone mi ha delucidato sulla cosa, consigliandomi cosa fare e non fare una volta in bici, ma ora non mi ricordo molto, vabbè, intanto pedaliamo, poi si vedrà

Già dopo dieci metri c’è la prima salita, e vedo davanti a me una ragazza che non va neanche tropo forte, hai visto mai che la piglio e mi faccio trainare? Pedalo pedalo, e pian piano mi pare anche di recuperare terreno, o sono già scoppiata e ho le allucinazioni? Boh, io pedalo e chissenefrega, da qualche parte andrò, ma sì, pare proprio che la ragazza sia sempre più vicina, ci sono quasi…SCLACK! La poverina ha cambiato marcia e si è ritrovata a girare a vuoto con i pedali…accidenti, cominciamo bene! Io le passo avanti scusandomi: “Scusa ma non me ne intendo!”, così poco dopo ad un bar urlo ad un gruppo di uomini che sbevazzano di dare una mano ad una gentil donzella caduta da cavallo, anzi, con il cavallo rotto!

Bon, spero che il mio grido di aiuto abbia avuto buon esito e continuo nella mia lenta avanzata, per fortuna dopo la salita c’è la discesa e qui mi sbizzarrisco perché smetto immediatamente di pedalare (non sia mai!) e mi godo il paesaggio che è bellissimo; vigneti, cipressi, la collina di fronte a me con una chiesetta e alcuni casolari, un laghetto bucolico…in cui hanno impiantato un attrezzo per lo sci d’acqua, poco bucolico ma interessante!

Vabbè, tutto va liscio, vado giù per le discese ardite e le risalite e mi pare di essere padrona del mezzo, che si comporta benissimo: e brava la mia biciclettina! Naturalmente tutti mi superano senza sosta, non c’è nessuno che mi resta dietro, a parte un tizio che evidentemente non sta bene visto che lo supero senza alcuno sforzo!


[qui naturalmente non ci sono io, magari! :)]

Ad un certo punto la mia granitica calma riceve uno scossone quando vedo che tra i ciclisti che mi lasciano indietro senza sforzo c’è anche una ragazza che peserà almeno il doppio di me: ma come? Questa ha un sedere che fa fatica ad installarsi sul sellino, due gambotte che scoppiano dal body e mi supera allegramente fischiettando?!
È pure simpatica perché mi sprona e mi fa i complimenti, ma io ci resto un po’ male lo stesso…ok, è più giovane di me di un bel po’ (a occhio e croce avrà massimo 28 anni) ma la stazza è imponente!

Eh vabbè, si va avanti e ad uno ad uno vedo passare tutti quanti, compreso Paolo, il mio compagno di viaggio, e Elio, che mi spinge pure così recupero qualche metro!

Uff, comincio a essere stanchina, ma quando finiscono sti 40 km? Il cartello dice Bardolino, che sia la volta buona? Sì, finalmente ci fanno girare verso il paese, e dopo un’ultima salitona con beveraggio in cima e una bella discesa a tornanti sul paurosetto (freni sempre tirati!), arriviamo alla zona cambio, yes!

Via a correre di nuovo, mi stupisco sempre più di quanto sia bella reattiva, credevo di crollare e camminare e invece eccomi sveglia e ancora capace di intendere e di volere, ma sì, andiamo a infilare le scarpe da corsa e via di nuovo per l’ultima frazione

Ho tutto? Ogni volta mi sembra di aver dimenticato qualcosa, magari il caschetto in testa? No, tutto bene, giro il numero che adesso va sul davanti e iniziamo la corsetta con la solita calma se non di più!

Adesso pian pianino devo cercare di andare avanti senza fermarmi, sennò poi mi sa che è duretta ricominciare, puf puf, corricchio e poco dopo ho la prima soddisfazione visto che riacchiappo la tipa oversize e la sorpasso, ma cerco anche di farle forza perché mi dispiace quasi lasciarla sul terreno, e poi le soddisfazioni devo dire che non mancano, sorpasso pure un po’ uomini (pochi) e altre donne…oh, alla fine sono messa meglio di quanto credevo!

Il caldo non è tenace e ci sono sempre alberi a mitigare il sole, e soprattutto acqua a volontà, sia spugnata, sia versata dalle bottigliette, sia buttata dalle pompe da giardino del pubblico, che è numeroso e simpatico

Ad un certo punto infatti un tipo mi offre un bicchiere di birra e io accetto immediatamente: che goduria!
Dopo un po’ entro in paese e in mezzo ai baretti pieni di turisti che si godono lo spettacolo io che ormai sono già al secondo e ultimo giro e ho la vittoria in tasca mi rilasso completamente (ma quando mai sono stata agitata?) così quando vedo un tedesco che evidentemente brillo ridacchia e mi sprona con suoni inarticolati io gli piglio il picchiere e ci faccio una sorsata, scatenando un boato da parte di tutti gli avventori!

Che soddisfazione! Il rosatello non era un granchè, ma ste cose mi divertono un sacco, così arrivo al traguardo con il mio bel sorriso e sento Elio che mi incita e mi fa i complimenti: grande fratellone, mi ha aspettato per un bel po’ apposta per accogliermi nel migliore dei modi!

bardolino 2013 005

Che felicità! Ce l’ho fatta!
Ho sempre detto che non sapevo se sarei arrivata alla fine, al contrario di quello del 1° maggio che era talmente corto che con un minimo di allenamento si poteva tranquillamente portare a casa, questo era un po’ più tosto, sia per le distanze, sia per le salitine in bici, quindi non ero sicura di riuscire a vedere l’arrivo senza schiattare prima, e invece si è rivelato tutto molto più semplice del previsto!

Sarà che io non ho proprio nessuna paura di queste competizioni, sarà che come dico sempre “se no ghea fasso me fermo e amen!”, sarà che anche la bici che è la mia bestia nera è stata bella da finire grazie al panorama, insomma non ho sentito proprio la fatica, a parte verso la fine, ma direi che è andata più che bene!

Bellissimo il triathlon, ci ho messo 3 ore e mezza circa, ed il bello è che mi sono passate in un baleno, ecco un’altra delle ragioni per cui amo questo sport, oltre al fatto che mi sconfinfera moltissimo il nuoto e anche la corsa finale…la bici mi piace pure lei, è che io non piaccio a lei! 😀

Bon, archiviato anche l’olimpico, la prossima tappa sarà il mezzo ironman, ma per quello direi di aspettare un po’, stavolta è meglio metterci un minimo di allenamento!

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2 pensieri su “bardolino

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