medaglia medaglia!

Alla fine il talento sportivo e le sedute di allenamento massacranti hanno dato il loro risultato: sono medagliata!
È nata una nuova stella del triathlon, tremate atlete affermate, ormai la giovane speranza si è affacciata al cielo stellato delle campionesse e vi darà filo da torcere!
Sì, è così, finalmente anche le classifiche nazionali e internazionali devono fare i conti con le mie grandi capacità! 😀

A farla breve: mi sono pigliata un bel secondo posto di categoria nel triathlon di Quinto di Treviso…su quante atlete? Provate un po’ ad indovinare? Su due!
Vabbè, diciamo che ho fatto la mia solita gara: parto ultima e arrivo ultima, o quasi, ma mi diverto sempre un sacco, e stavolta mi sono pigliata pure la medaglia: cosa voglio di più!

La trasferta è stata divertente grazie ai compagni di avventura che sono simpatici e gentili verso l’unica rappresentante del gentil sesso (come al solito!) e così anche il giro per Punta Sabbioni, data la festa del Redentore, scorre via liscia tra chiacchiere e risate (io e loro) e strategie di gara (solo loro!)

Ci pigliamo pure la pioggia ma siamo ancora inscatolati nel pullmino che contiene sia noi sia le biciclettine, e all’arrivo invece troviamo un sole malefico che ci accoppa!

redentore e triathlon quinto 2013 021

Si parte con il rituale che ormai comincio a conoscere bene: piglia il numero, monta la bici, vesti il vestiario, porta tutto l’ambaradan verso la zona cambio, infila la muta bastarda e aspetta sotto la canicola il via della solita trombetta
In mezzo c’è stato anche un mini-briefing per spiegare il percorso delle tre discipline e un mini-tuffo nell’acqua gelata del Sile per acclimatarmi e togliermi dal forno (e anche per la pipì dentro la muta che porta fortuna!)

Il nuoto che sarebbe la mia specialità (per modo di dire!) non mi riesce mica tanto bene, visto che l’acqua è talmente fredda che non riesco manco a respirare decentemente e all’inizio devo boccheggiare quasi ad ogni bracciata per non lasciarci le penne, poi l’acqua è pure limacciosa e per nulla invitante, mentre mi aspettavo di più da un fiume di sorgiva, e per finire come un’allocca al primo giro di boa prendo letteralmente il largo perché parto tranquilla per la tangente, allungando il percorso di un bel pezzo, così quando rientro ho praticamente vanificato il mio scarso vantaggio natatorio!

Il bello è che una volta rientrata tra le file delle colleghe di gara parto di nuovo per la tangente opposta, tanto che una delle sub che ci controllano mi dice di tornare indietro…insomma invece di fare una bella linea retta o quasi, mi ritrovo a zigzagare come una balenottera impazzita e a perdere tempo ed energia!

Bah, devo imparare ad andare un po’ più dritta, o almeno a seguire qualcuna che sia un po’ meno imbranata di me in fatto di orientamento marino! Zigzagando qui e là mi ritrovo come per magia al punto di arrivo, dove ci issano di peso i soliti poveri volontari che la sera avranno avuto un mal di schiena potente, e nell’ascesa sbatto pure il ginocchio tanto per non farmi mancare nulla!

Corro corro corro come non mai e riesco addirittura a tirare giù la cerniera della muta malefica mentre corro corro corro, mi tiro giù pure la parte alta e corro corro corro verso la bici…dov’era? No, non all’altro capo del mondo, semplicemente a 50 metri, che però a me sono sembrati 500!

Via la muta! Tirare giù velocemente la parte bassa e poi scalciare con le gambette per togliere tutto lo scafandro! Via via via! La teoria la so bene, la pratica mi viene leggermente meno bene, scalcio come un infante incazzato ma non succede nulla, tiro giù con le manine quello che resta della muta bastarda attaccato ai piedi e così facendo perdo l’equilibrio faticosamente raggiunto in 47 anni di stazione eretta, mi attacco alla bici, sgrunt! mi incasino, mi incazzo e scalcio di nuovo come una 47enne incazzata e finalmente mi tolgo sta muta del cacchio!

Su il caschetto, ma prima magari togliamo la cuffia e gli occhialini che facevano ancora bella mostra sulla testolina bacata, via! Su il caschetto, piedi nei calzini e poi nelle scarpine, mettere il numero sulla schiena e via via via…oddio, più che via via via, diciamo cammina cammina cammina con calma fino alla solita linea di partenza della bici

Arrivo nei paraggi facendo attenzione a non cadere e rotolare a mo’ di valanga con bici e tutto, e la giudice di gara mi ricorda di non salire prima della linea…la guardo e le dico se secondo lei io sono una che zompa sulla bici di corsa, non c’è proprio pericolo!

Ma sì, partiamo con calma e iniziamo sto giro di bici, anzi sti 3 giri di bici in cui potrei anche sfruttare la scia degli altri e rosicare un bel po’ di minuti, peccato che per quanto tenti di accodarmi ogni volta che passa un treno di aerei supersonici, non riesco mai resistere per più di due secondi…uff, devo sfangarmela tutta da sola, e con la mia grandissima velocità!

Il paesaggio è sempre bello e io me lo godo come al solito, fa un po’ caldino ma in bici per fortuna non lo sento, mi diverto sempre anche a sentire tutti gli amici (ma pure gli sconosciuti) che mi continuano ad incitare e mi urlano di non mollare (e chi molla?); giro uno (battute con qualche sparuto spettatore), giro due (battute con i tizi dell’organizzazione), giro tre (“Xe finìo, vero? Manco mal!”) e deviazione verso la amata zona cambio (zc per gli amici)
In quest’ultimo tratto riesco finalmente a inserirmi dietro un gruppetto che non va a velocità supersonica e così almeno gli ultimi metri me li godo trainata dai campioni!

Arrivo al palo e vedo Daniele che corre verso il traguardo, così posso una volta tanto gridare anch’io “Vai Daniele!”, poi zompo al mio numero e agganciata la bici e buttato il caschetto mi infilo le scarpe e via via via!

Anche qui è sempre più un cammina cammina cammina, anche se in realtà non cammino, corricchio lenta ma corricchio, ormai è fatta, dai che ci siamo, infatti il cartello dice 4 km, peccato che sia per chi è già al secondo giro, per noi invece il cartello successivo dice 1 km, che delusione!

Caldo caldo caldo, stavolta molto più che nelle altre gare, mi lavo ripetutamente con l’acqua ma non ricevo molto beneficio, accidenti lo sapevo che non dovevo strafogarmi con la pasta ieri sera, lo sapevo che non dovevo sbevazzare vino e birra ieri sera, lo sapevo che non dovevo pigliare l’ammazzacaffè ieri sera…la prossima volta col cavolo che scelgo una gara il giorno dopo il Redentore!

redentore e triathlon quinto 2013 006

Uff, per fortuna ogni tanto c’è un po’ d’ombra ma al sole schiatto!
Infatti decido di camminare un pochino per non restarci secca, e anche qui tutti mi continuano a incitare: “Dai, manca poco, pensa a tutti i km che hai fatto in allenamento!” “Pochi! Xe queo el problema!”…addirittura uno mi butta l’acqua in testa e lo ringrazio vivamente, ok, in qualche modo sono arrivata al traguardo e trovo tutti gli altri che ormai sono già belli rilassati se non addirittura già lavati e cambiati!

redentore e triathlon quinto 2013 039

Mangiamoci la pasta che è buona e beviamoci tanta acqua per reidratarci, ma pure una birra gentilmente offerta, intanto si parla di come è andata la gara, chi è contento e chi no, io naturalmente sono felice e soddisfatta, anche se ci mettevo 3 ore non mi scomponevo! Ad un certo punto sento chiamare il mio nome e mi si dice che sono in medaglia! What? That’s a mistake! It’s impossible! La poliglottìa mi parte spontanea per lo shock, ma come? Io seconda di categoria? E in che film? Poi piano piano capisco l’inghippo, di donne ce n’erano ben poche, in tutto meno di 30, ed evidentemente della mia età saremo state solo in 2, e infatti è così!

Che gran risate! Avevo appena detto che volevo la medaglietta di ricordo anche per le schiappe come me e sono stata subito accontentata, così poco dopo sento annunciare il mio nome e mi ritrovo a ricevere il premio da “imbranata e fuori forma ma talmente vecchietta che di altre matte come te ce ne sono poche quindi ciapa sta patacca e goditela!”

redentore e triathlon quinto 2013 041

Eccome se me la godo, adesso fa bella mostra insieme a tutti gli ori vinti in anni e anni di sport ad alto livello, e chissà che non arrivi pure un bel primo posto al passaggio di categoria delle nonnette per abbandono delle avversarie!

Anche gli altri sono quasi tutti medagliati, loro però per vera bravura, e così ce ne troniamo a casa tutti felici delle nostre prestazioni, con una bella giornata sul groppone che ci rende facile e veloce anche la strada verso il ferry e ci dà la carica per dirigere il traffico nella piazzola per evitare che i turisti facciano i furbi e sorpassino la fila…ci facciamo assumere all’ACTV?

Bella giornata, è sempre un godimento condividere queste emozioni e spassarsela in compagnia di gente simpatica…magari la prossima volta cerco pure di allenarmi! 🙂

redentore e triathlon quinto 2013 029

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3 pensieri su “medaglia medaglia!

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