challenges of my life

11 maggio 2014, ore 7, camera d’albergo di un hotel a Rimini, mi alzo, mi lavo, mi vesto…poi mi guardo allo specchio e non “mi sputo in un ecchio” come diceva il grande Arbore, ma parlo con la mia immagine: “Sei una pazza furiosa!!!” 😀

Oggi devo correre (anzi nuotare, biciclettare e solo alla fine correre), il Challenge di Rimini, peccato che le distanze siano siderali e io mi sia allenata come al solito con il professor Katzo!
Distanze: 1900 metri a nuoto, 90 km in bici (poi alla fine si scoprirà che sono pure 2 in più, pork!) e 21 km di corsa, insomma un Ironman tagliato a metà, e visto che il mio obiettivo è l’Ironman delle Hawaii devo proprio provarci

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Ma sì, tanto lo dico da una vita che non ho certo talenti sportivi a parte lo spirito rilassato e menefreghista, e allora usiamolo pure oggi e buttiamoci nella mischia!

Colazione abbondante, i compagni di avventura sono molto più esperti (e più allenati) e mi continuano a ripetere che devo mangiare come un porcellino per avere le energie…ma non c’è problema, questo è di sicuro un talento che in me è innato e che ho coltivato col tempo!
Elio e Giancarlo (che sono accompagnati dalle due sante mogli!) hanno già gareggiato in gare uguali o più lunghe ancora e io mi affido ai loro consigli e mi abbuffo sul buffet dolce e salato, insomma intraprendo una gara all’ingrasso con i miei colleghi di triathlon, ma pure qui loro mi danno diverse lunghezze! 🙂

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Fine dell’inciompimento, passiamo a sistemare tutta l’attrezzatura in zona cambio, ZC per noi adepti, e qui come al solito mi dimentico qualcosa e devo rientrare poco dopo per risistemare tutto quanto, mentre i miei amici sono stati tutto il tempo ad ammirare gli atleti dell’elite che mettono a posto le loro cosine, e pure qui sono mille volte più veloci di me!

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[però io faccio conquiste: un bel militare…che potrebbe essere mio figlio! 😀 ]

Il tempo scorre inesorabile, pian piano arriva il momento di infilare la muta malefica e mi ritrovo come per magia inscatolata in un recinto in riva al mare, proprio dietro agli elite: eh, quando si è campionesse non si può mica stare nelle retrovie! 😀

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Saluti e baci a tutta la compagnia, in bocca al lupo a tutti, chiacchiero con le mie compagne di start e mi diverto a sbirciare i pro che si concentrano e si preparano ad andare a 100 all’ora…ppppeeeeeeeeppp, la trombetta suona e mi infilo pure io sotto alla striscia di plastica che ci conteneva, comincio goffamente ad entrare in acqua e zompo in mezzo alle onde come una foca imbranata…uff, la riva è bella lunga, pare di essere in spiaggia al Lido ma la cosa mi piace, mi sento proprio a casa

[il video ufficiale di Rimini, dal secondo 32 al 37 circa mi si vede che zampetto goffamente nella mia trionfale entrata in acqua! 😀 ]

Cerco di rimanere nel gruppone ma senza infilarmi in mezzo al casino della tonnara, mi tengo un po’ ai margini per non ritrovarmi tra le assatanate che pur di arrivare prima si sbracciano e scalciano come puledri imbizzarriti: non voglio mica beccarmi calci e pugni!

Finora la mia tecnica di nuoto mi ha dato buoni risultati e stavolta è anche meglio del solito: intanto ho imparato ad alzare di più la testolina bacata in modo da non perdere la traiettoria e partire per la tangente con grande perdita di tempo ed energie, e poi siamo talmente tanti che riesco a trovare tre, quattro nuotatori/trici che vanno leggermente più veloci così mi piazzo in scia e via!

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Prima boa, un calcetto leggero da una ragazza (o comunque da qualcuno non troppo forzuto), ma no i xe boni a girar intorno senza far rana? Mah, andiamo avanti, seconda boa, terza, non so dove sto andando, per fortuna c’è un bel po’ di gente davanti a me e lascio a loro la responsabilità della traiettoria

Ultima boa e poi comincio a vedere la sabbia anche perché l’acqua è bella limpida, ma non mi faccio ingannare e continuo a nuotare, anche perché la velocità è maggiore a stile libero che ad agitarsi goffamente cercando di saltabeccare in mezzo alle onde

Ok, ormai l’acqua è proprio bassa e tutti si sono rimessi in posizione eretta, quindi anch’io mi adeguo, tutto bene, non mi gira la testa e mi pare di aver fatto un ottimo tempo rispetto al mio solito, ma tanto come al solito ho dimenticato di far partire il cronometro, mai una volta che mi ricordi!

Vabbè, tanto poi saprò perfettamente i minuti e secondi che ho impiegato, ma visto che mi è arrivato il flash del cronometro lo accendo, almeno posso vedere quanto lenta sarò adesso nella frazione di bici, la mia bestiaccia nera!

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Corro corro corro su per la spiaggia, saluto le due sante che ci fotografano e ci incitano, corro corro corro veramente, stavolta mi sento bene e addirittura sorpasso un paio di ragazze mentre riesco incredibilmente a sfilarmi la parte alta della muta senza ritrovarmi con il naso per terra! 🙂

Mi esalto e mi faccio i complimenti da sola, mi ritrovo in ZC e mi butto un po’ di acqua in testa per sciacquare il sale, sbevazzo in modo disarticolato la bibita che avevo preparato, mangiucchio un pezzo di formaggio grana che mi allappa la lingua e mi pento subito della furbata!

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Mi sistemo alla meno peggio e piglio il velocipede stando bene attenta a non finire a gambe all’aria, arrivo alla linea di partenza e piazzo il sedere sul sellino, e sento lo speaker che dice il mio numero e annuncia alla folla che Lucia Zanotti del Venezia Triathlon sta per partire per la frazione ciclistica…eh, caro mio, lo so che per ora non sono messa male, ma d’ora in poi sarà tutto un altro paio di maniche! 🙂

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E infatti già mi cominciano a superare tutti quanti, e non parlo solo di gente allenatissima e fisicata, pure quelli grassi e imbranati, ma naturalmente meno imbranati di me!
Eccoci qua, non è neanche cominciata la gara di bici e già c’è un muro che più muro non si può, mi arrampico sbuffando e maledicendo la mia follia, ma alla fine arrivo in cima e da qui in poi saranno quasi solo salite per 45 km e io mi metto già via il fatto che ci metterò una vita!

Pant pant, cambio le marce, vado su su su, ogni tanto c’è anche una piccola discesetta e qualche tratto pianeggiante…peccato che ci sia pure un vento becco che rende salite pure le discese!
Pant pant, vedo passare in senso contrario la testa della corsa che sta già tornando e incito i campioni, mi piace moltissimo ammirare questi uomini e donne che hanno delle velocità supersoniche, vorrei fare pure una foto e mi fermo all’uopo ma non riesco a cogliere l’attimo, ormai sono già passati!
Eh vabbè, si va sempre avanti, arrivo all’ennesima salita e quando premo il cambio e invece del solito stacatlack sento un rumore terrorizzante: stracksgs@fg#sclass!

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E che è? E che vuoi che sia, la catena si è scatenata, e gira a vuoto intono al pignone o come ca@@o si chiama quell’affare malefico!
Così le gambette girano a vuoto pure loro e mi rendo conto che non potrò evitare la caduta, ma per fortuna sono quasi ferma e vicino al ciglio della strada, così mi butto verso le sterpaglie e non mi faccio nulla, solo un lividino sul braccio…intanto arriva uno degli addetti al traffico e si accerta che vada tutto bene, io spero che sia un genio della bici mentre viene fuori che è peggio di me, ma per fortuna un po’ tirando e un po’ mollando e girando i pedali in modo sconclusionato riusciamo insieme a risistemare l’aggeggio, anche perché se avessi dovuto fare come mi consigliavano i ciclisti che mi sorpassavano, cioè smontare la ruota, adesso, dopo una settimana sarei ancora lì! 😀

Per fortuna tutto va bene, vedo che le marce funzionano e quindi mi rimetto in pista sperando che il tutto regga per gli altri ottocentomila km che mi mancano!
Regge, regge, e arrivo a metà percorso, un bellissimo paesino che si chiama Monte Cerignone, e faccio notare il Monte!
Qui mi sbevazzo qualcosa e mangio pure qualcos’altro, e visto che ci sono mi faccio fotografare insieme ad un’altra ragazza che evidentemente non è andata benissimo, poi verrà fuori che si è pigliata un pugno in faccia durante il nuoto!

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Oh, adesso basta salite, mi raccomando! E in effetti si scende scende scende a rotta di collo, cioè gli altri a rotta di collo, io con i freni tirati che ho paura di ammazzarmi, solo in un breve tratto mi lascio andare e vedo che arrivo addirittura a 52 km/ora! Ma siamo matti? Freno subito che non si sa mai!

Bon, la fatica di pedalare ormai è minima, ci sono pochi tratti in cui bisogna dare gas, per il resto sempre giù giù giù, tanto che alla fine mi fa male più il collo, che tengo rigido per vedere dove vado, che le gambe che ormai sono abituate a tutto!

Così scendendo dalle colline riminesi pian piano arrivo al cartello che finalmente invece di mandarmi verso il nulla mi dice Rimini, ancora un po’ e arrivo sul lungomare, e vedo il bagno numero 256745910, e penso che devo arrivare fino al numero 1!

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E vabbè, ormai è andata la parte peggiore della gara, sono in visione del traguardo, peccato che l’ultima parte della bici costeggia per km e km la frazione di corsa, e mi pare lunghissima, così mi tiro su di morale!

Saluto Giancarlo che sta correndo, saluto le due fotografe e mollo l’ambaradan in ZC, bevo e mangio l’altro formaggetto e mi maledico di nuovo perché mi allappo di nuovo! Ma sono scema? Eh la lucidità ormai comincia a latitare, ma ho ancora l’uso delle gambe legnosette e pian piano vedo che riesco pure a corricchiare, anzi, riesco ad accelerare un pochino e mi autocomplimento con me stessa per la mia grande performance!

In realtà galloweggio a nastro, cioè metto in pratica la tecnica di Galloway che dice che la cosa migliore è correre e camminare, in modo da non affaticare troppo i muscoli e andare meglio, così corro e cammino, corro e cammino, poi cammino e corro cammino e corro, poi cammino cammino cammino!

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Eh, sì, ormai tutti gli altri hanno girato verso il traguardo e io devo ancora fare un giro e mezzo dei tre previsti, ormai siamo in pochi e tutti alquanto scoppiati ma non mi preoccupo, ormai ci sono e non mi fermo certo adesso, decido di camminare fino quasi alla fine e poi correre per l’ultimo tratto prima del gran finale così faccio bella figura!

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E così faccio, al traguardo ci sono tutti gli amici che mi aspettano da ore, è bellissimo vederli alla fine di questo viaggio che è stato meraviglioso anche e soprattutto grazie a loro, è stato bellissimo provare ad arrivare ai miei limiti, non sapevo davvero se stavolta avrei portato a casa la medaglia, stavolta era decisamente più dura del solito, ma alla fine il mio unico talento mi ha sostenuto, il mio buttarmi a pesce nelle avventure mi ha dato l’incoscienza necessaria a fregarmene delle difficoltà e delle salite!

Bene, sto bene, un po’ stanchina naturalmente ma non sono uno straccio, ho ancora l’energia per rispondere alle domande dello speaker, infatti Elio gli ha detto il mio nome e così quello è partito in quarta con i complimenti e mi chiede cosa penso di questa esperienza, così ridacchio e gli dico che è stata un’esperienza meravigliosa che non ritenterò mai più! La sua faccia si rattrista e così lo tiro su di morale correggendo la mia sparata: no, non è che non voglio rifarlo, ma la prossima volta mi alleno di più!

Ed è proprio vero, voglio rifare la gara, ma di sicuro ci metto più allenamenti in bici…e cerco un percorso mooolto più pianeggiante!

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Così archiviamo anche il mezzo Ironman, sono molto felice di averci provato e di esserci riuscita, mi sono divertita un casino, grazie soprattutto alla bella compagnia, e sono molto soddisfatta di me…tanto che giovedì mentre rispondevo alle domande degli esaminatori per il concorso da caposala pensavo tra me e me che avrei preferito essere di nuovo sui tornanti in bici!

Più che altro diciamo che facevo queste considerazioni durante lo studio, non ho proprio più voglia di studiare, mi tocca e quindi mi ci metto, ma ogni volta la testolina mi parte in automatico per la tangente e comincio a pensare ai cazzi miei, alle prossime ferie, allo sport…e se dico che preferirei essere sul sellino a pedalare ho detto tutto! 🙂
Comunque si fa tutto, anche questo è un challenge, e le sfide bisogna affrontarle, poi aspettiamo e speriamo per il meglio

Sì, è fatta pure questa, adesso ci riposiamo un po’ e poi partiamo per Londra, un bel triathlon nella città che amo di più, ma stavolta è un bello sprintino, così male che vada ci metto 2 ore al massimo invece di 7 e passa…sarà pure questo un bel challenge, e ci buttiamo anche qui con il solito spirito d’avventura, che comunque vada sarà una meravigliosa esperienza 🙂

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…e poi ormai non ho più problemi a fare qualsiasi cosa: ho fatto il mezzo Ironman, di cosa posso aver paura? 🙂

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