la valigiona

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Ok, anche questa e’ andata!
Io che non ho praticamente alcuna remora quando si tratta di buttarsi a viaggiare stavolta ero davvero “in aseo”, come si dice a Venezia!

Ho viaggiato con valigie piccole e grandi, con zaini da rocciatori e con trolley fighetti, ho sbaruffato con addetti all’imbarco di mezzo mondo e ho abilmente evitato qualche addebito per peso e dimensioni del bagaglio a mano, ho smanettato sui computer statunitensi per inviare le valigie e ho camuffato più di uno shampoo/deodorante/dentifricio/ecc per non mollarli nei bidoni appositi…insomma il libro “Io e le valigie” sarebbe un tomo tipo Divina commedia!
Ma adesso si aggiunge un capitolo inedito e sorprendente, perché non avrei mai pensato di scarozzarmi un borsone enorme in giro per gli aeroporti europei!

Quando ho provato ad entrare nella lottery per il Triathlon di Londra ero convinta di non entrare, ma quando mi hanno detto di si non potevo certo tirarmi indietro: e quando mi ricapita?

Quindi via ad allenarmi come una pazza, ad alimentarmi in modo adeguato e a visualizzare la mia personcina tutta pimpante che taglia il traguardo in scioltezza!

Ah non ci credete? Eh, ormai mi conoscete, comunque mi sono data da fare con la mia solita camoma, e non mi davo pena

Però più’ si avvicinava la partenza e più mi agitavo, contrariamente al mio solito: la bici da portare appresso mi appariva come un ostacolo insormontabile!

Come la porto? Dove la metto? Come la smonto? E soprattutto come la rimonto?!

Boh! Io e la bici viviamo vicine, le nostre camerette si affacciano l’una sull’altra, ma è come se fossimo distanti anni luce!
E’ come con la macchina: la amo e la apprezzo, le voglio tanto bene e la ringrazio per tutto quello che fa per me, ma non ci capisco un tubo!

Per fortuna con la macchina sono in buona compagnia, ormai anche i maschi non sono più tanto esperti, i motori sono talmente avanti che se non hai la laurea manco si apre il cofano! 🙂

Con la bici invece sono fregata, perché tutta la frustrazione maschile creata dagli incomprensibili motori moderni viene riversata sulle bici, e così sono tutti dei geni del cambio e del drragliatore…non chiedetemi cos’è perché non lo so!

Le donne in questo mondo di pazzi li seguono a ruota e si cambiano le camere d’aria come se fossero al giro d’Italia! Oddio, veramente al giro se bucano ormai gli cambiano direttamente la bici , ma si è capito , no?

In mezzo a sti assatanati ci sono io, una che la bici vorrebbe solo che andasse avanti e non avesse mai bisogno di nulla, come la macchina, appunto, invece mi tocca perfino smontarla e ficcarla in un valigione e poi riassestarla senza fare danni!

Per fortuna il valigione che mi ha prestato il gentilissimo Nicola non prevede altro che lo smontaggio ruote e pedali, che solo al pensiero di togliere manubrio e sellino ero già in preda al panico!

Per fortuna poi c’è il mitico Massimo che mi ha aiutato…cioè ha fatto tutto lui con la deficiente che cercava di aiutare, più che altro di non dare fastidio! 😀

Meno male! Così il mitico Massimo ha la pizza assicurata, e io ho la bici sistemata!

Bene, tutto a posto, anche se come dicevo, per la prima volta in vita mia ero molto agitata in previsione del viaggio: mi pareva che la valigiona fosse talmente grande da rendermi la vita impossibile, e più mi rigiravo nel letto e più la valigiona si ingrandiva nella mia testolina, e diventava praticamente un mammuth che mi dovevo strascinare appresso, fra l’altro insieme all’altra valigia, non dimentichiamo che devo pure vestirmi!

Insomma verso mezzanotte e mezza mi sveglio per andare in bagno e la valigiona e’ diventata Godzilla, che mi mangia pure, così faccio una capatina in camera e mi accerto che invece è grande si ma non così come nei miei incubi!

…per fortuna non sono una nanetta senno’ davvero era un problemone, almeno la sovrasto di un pochino, altrimenti avrei alimentato la leggenda metropolitana del “Valigione semovente viaggiante”!

Ok, adesso che sono bella paciarotta nel mio lettone londinese posso dire che è andata mille volte meglio di quanto pensassi: e’ stata sempre trattata bene , all’aeroporto di Venezia me l’hanno ritirata con tutti i crismi e all’arrivo a Londra l’ho trovata scodinzolante che mi aspettava in un angolino fuori dal nastro bagagli, e pure al treno un gentilissimo addetto mi ha aiutato, per non parlare del tassista del cab che me l’ha issata e smontata senza manco chiederlo…meglio di così!

Pure in albergo appena mi hanno visto arrivare con Godzilla mi hanno dato una camera enorme e i clienti che aspettavano l’ascensore si sono fatti da parte con la carineria dei gentleman inglesi…e sì, anche stavolta ho avuto la prova che bisogna buttarsi…e fra poco ci buttiamo nelle fredde acque della serpentine, bye a tutti! 🙂

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