la valigiona 2

Ormai sono un drago nella disciplina “trasporto valigione
megagalattiche”! Eh si, dopo tante fisime all’andata, quando ero
quasi pentita della mia pazzia londinese, adesso me ne torno a casa con il
mio amato catafalco senza manco fare una piega, anzi fumandomi la
sigarettina e bevendomi lo spritz mentre spingo con il mignolo il mammuth! 🙂

Intanto sono stata rinfrancata e allo stesso tempo shoccata quando ho visto
la valigiona di Federico: era identica alla mia ma SENZA ROTELLINE! Ma
siamo matti? Praticamente se l’e’ dovuta sobbarcare in spalla per
tutto il tempo, una faticaccia, più per le dimensioni abnormi e inusitate
che per il peso, comunque gli ho fatto un sacco di complimenti e ho
ringraziato il mio nume Nicola che mi ha prestato un catafalco rotellato!

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E poi alla fine mi pare sempre più piccola, sarà che ci si abitua a tutto,
sarà che ormai mi ci sono affezionata, sarà che ho avuto la grande
soddisfazione di preparare la bici da sola al ritorno senza problemi
(spero!), ma ormai io e la valigiona siamo un team affiatatissimo, la
chiamo e lei arriva scodinzolando, la lascio un attimo e lei mi aspetta
con pazienza…oh, meglio di un moroso! 😀

E come il film “La valigiona” anche il film “Io e la mia
città preferita” e’ andato benissimo…ma non lo dico manco più!

Stavolta avevo un po’ paura che il meteo rovinasse i piani, visto che
Federico e Vita tornavano a Londra dopo talmente tanto che era come fosse
la prima volta, e pure il Triathlon e’ meglio con il bel tempo, più
che altro per la santa Vita che è stata tutto il giorno dietro le
transenne!

Ma Londra poteva deludermi? Naturalmente no, ha piovuto giusto una mezza
giornata, tanto per fare assaggiare la London rain ai due neofiti, e il
giorno della gara ci siamo biscottati dal sole che c’era! 😀

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L’organizzazione era fantastica , pareva di essere in un perfetto
ingranaggio che pigliava e scodellava sulla rampa di lancio torme di
atleti a gruppi di una cinquantina, e questo dalle sette di mattina alle
sette di sera!

Prima è stato il turno di Federico, in una mattina splendente ha seguito il
capo-cordata insieme al suo gruppetto e si è immerso nella serpentine in
attesa della strombettata di start

Via! Noi dagli spalti abbiamo visto solo una schiuma che pian piano sì
sfaldava e allungava urivelando le differenze natatorie…e qui le
differenze erano serie: non avevo ancora visto nessuno fare tutta la
frazione di nuoto a rana!

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Bon, e’ già arrivato, vai di foto, poi io e Vita ci portiamo alle
transenne per vederlo sfrecciare in bici, e pure qui si vedono cose che
voi umani: chi gareggia con le bici prese a noleggio nel parco, chi con la
city bike, chi addirittura con la pieghevole con le ruotine piccine
piccio’!

Ma qua xe pien de mati! Che bello, mi sto divertendo come una pazza!
C’è addirittura una che gareggia vestita da wonder woman, e va pure forte! 🙂

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Insomma è un gusto starsene a fare il tifo, intanto il nostro campione
e’ tutto concentrato e sta facendo ottimi tempi, passa già alla corsa
e qui devo salutare la paziente Vita perché ormai anch’io devo
prepararmi

Via in albergo, controlla tutto, prendi la bici e via in parco, comincia
con la trafila del posizionamento di tutti gli ammennicoli nella zona
cambio più grande dell’universo, tanto che comincio a pensare che
perderò più tempo a ritrovare la bici che a cambiarmi, poi avanti con la
muta malefica e via verso il laghetto

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Già solo per uscire dalla transition mi perdo: c’è un percorso per le
bici, uno per chi va a correre, uno per uscire a gara finita…io giro su
me stessa come un cagnolino che si rincorre la coda e alla fine becco uno
dei volontari che ridendo mi indica la retta via!

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Ok, adesso devo solo seguire il flusso e il mio capo – cordata, scambio
qualche battuta con i compagni di tuffo (in realtà rido e fingo di aver
capito le battute che invece al momento sono come arabo, data la mia già
scarsa competenza linguistica che si aggrava dal casino e dal fatto che ho
le orecchie già dentro la mia cuffia gialla!), mi porto sul pontone e qui
mi siedo con le gambette in acqua

Geloooo! La temperatura e’ bella frescolina, ma il peggio deve
arrivare, visto che ci fanno calare in acqua e tenere al molo semovente
mentre ci acclimatiamo

Pant, puff, ansimo per riprendere un po’ di calore e con lo stesso
scopo inizio pure a fare la pipì nella muta…tanto lo faranno tutti!

Mi accorgo che mi scappa davvero, così piglio due piccioni con una fava, certo che fare pipì attaccata come
una cozza al pontile mobile e in mezzo a una fila di gente e’
un’esperienza trascendentale!

Manco il tempo di finire il bisognino e arriva la strombazzata: via!

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Parto un po’ sull’allegrotto perché ogmai so che è la tattica
migliore per una nuotatrice decente come me, senno’ mi incastro in
mezzo alle schiappe e da li è dura riemergere!

Invece la Chrissie (Wellington, la mia amica! 🙂 ) mi aveva dato la dritta giusta: se ti butti a pesce
all’inizio puoi mantenerti con il gruppo dei più tosti e poi
riassestarti sul tuo ritmo…o nel mio caso cannibalizzare tutti i nuotatori più veloci
stando in scia per tutto il tempo! 😀

Io sono diventata un drago nella sciata, sono un parassita che sfrutta
l’energia altrui e si sposta di fiore in fiore per tenersi sempre a
portata di piede degli atleti/atlete veramente bravi!

E così con la mia tattica arrivo bella pimpante in 15 minuti, stavolta sono
io a scalciare qualcun’altro mentre cerco di salire sulla pedana
dell’arrivo, via di corsa e ormai mi stupisco di essere un drago anche
nella svestizione muta: ma allora è proprio vero che si impara a fare
tutto?

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La distanza tra il nuoto e la bici e’ di chilometri e chilometri, corro
corro corro e non arrivo mai, saluto i mitici Vita e Federico e finalmente
arrivo alle scarpine e al caschetto

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Si piglia la bimba e si va! Spero che gli ingranaggi siano tutti a posto e
monto in sella, avanti con la mia frazione preferita, meno male che sono
solo una ventina di chilometri e praticamente piani

Primo giro a tutta, cioè alla mia tutta e quindi lentissimo, ma ho di che
consolarmi, non solo con la solita sfilata di gente che ha nuotato più
lenta (anche con me c’era qualche ranista!), ma incredibilmente per la
prima volta in vita mia riesco a superare altri ciclisti: that’s
incredible!

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In particolare gioco a rimpiattino con una ragazza piena di tatuaggi che
prima mi supera , poi supero io, poi lei, poi io…poi sul rettilineo
finale ho uno scatto di orgoglio e supero per l’ultima volta la
tatuata, sancendo la mia vittoria nel duello!

Anche questa e’ una grossa novità, io di norma non ho alcuna velleità
agonistica e lascio passare tutti, ma si vede che Londra mi ispira!

Poi scoprirò che alla fine mi ha lasciato indietro nella corsa, ma di poco,
e ho anche la piccola soddisfazione di scoprire che è più giovane di me di
un bel po’: sono entrata nel tunnel dei triathleti pazzi?

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Mah, può essere, infatti mi accorgo che la corsa invece di essere la solita
tapasciata tranquilla è bella allegra con brio, e al secondo giro
supero una ragazza che cammina e le faccio forza come al mio solito, solo
che poi per paura che questa mi riprenda comincio ad accelerare!!!
Ma che mi capita? Sono impazzita?!

Evidentemente si, eccomi già al traguardo, ho fatto una frazione di corsa
come non mai, sarà stato il clima perfetto, sarà stato il fish & chips
di ieri sera, sarà l’aria di Londra, ma vado come un treno!

Sono arrivata al rush finale, giro verso la passerella davanti agli spalti e
comincio a incitare la folla ad applaudire, ricevendo grande soddisfazione
da tutti quelli che stanno aspettando i parenti/amici/conoscenti…che
bello tagliare il traguardo in un boato!

Vabbè, un boatino, ma sempre una grandissima soddisfazione! 🙂

Mi piglio la meritata medaglia ringraziando mille volte come sempre i volontari che rendono possibili queste manifestazioni, e mi faccio pure la foto ufficiale, so che non la comprerò, ma mi dispiace non far lavorare i fotografi!

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[questa invece è la foto ufficiosa!]

Ritrovo i compagni di avventura e ci avviamo verso un bel pub per la
meritatissima birrozza che va giù che è un piacere! 🙂

Siamo in mezzo ad una folla tra cui spuntano altre medaglie, e starsene
qui, in un bel pub londinese, a gustarsi una birra in compagnia di amici
dopo una bella gara e’ un momento che rimarrà splendente nel cassetto
dei ricordi, da tirare fuori al bisogno!

Il tempo purtroppo passa, la sera davanti ad un bel piatto di schifezze londinesi saluto i miei amici con cui ho condiviso questi bei momenti, il giorno dopo comincio già a smontare la mia amata biciclettina che mi ha dato grandi soddisfazioni, ma mi faccio anche un bel giro per salutare i miei posti del cuore e per scovarne di nuovi, tipo il più antico pub della città a Fleet Street

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Ciao Londra, ciao…mi sembra di essere Walter Matthau nel film in cui da ricco sfondato diventa improvvisamente povero e comincia a girare sulla sua macchinona salutando il club del golf e tutti i posti fighetti in cui non potrà più andare! 😀

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La sera finisco di incasinarmi con brugole e carta bolle, richiudo la piccina nella sua valigiona e decido di unirmi ad un gruppo contattato on line che si trova un paio di volte alla settimana per correre

Controllo le coordinate, ok, devo andare lì, quindi prendo la tube qui e poi cambio là…peccato che per una volta mi incasino con i treni, ci tengo a dirlo non per colpa mia ma per un errore nelle indicazioni, e mi ritrovo in ritardo a cercare il luogo d’incontro, cioè la stazione dei pompieri di King’s Street
Naturalmente la fermata è ai confini dell’universo e devo farmi praticamente tutta la strada a piedi prima di arrivare, sarò giusta? Sì, vedo un camion con le sirene e la scala che si immette nella via, peccato che sia lontanissimo!

Infatti alla fine arrivo ma non c’è più nessuno, porca miseria, mi dirigo verso il parco (usando google maps che mi indica la direzione) e passo sull’Albert Bridge, uno dei ponti più belli di Londra, alla ricerca dei runners…solo che al Battersea Park no ghe xe altro che gente che core!!!!

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Non vedo gruppetti, chissà dove saranno, vabbè, mi faccio un bel giro per il parco, ma camminando perchè sarei anche un po’ stanchina, e mi gusto questa ultima serata londinese

E’ già arrivato il giorno del ritorno, dopo un ultimo giro a casaccio per la città come da tradizione mi ripiglio la mia ormai amata valigiona e sotto una pioggia che mi vuole dare l’ultimo saluto mi piazzo davanti all’albergo con il braccio alzato a mo’ di Carrie in Sex & the city, ed ho lo stesso successo visto che in 20 secondi si ferma il cab, guidato da un signore di mezza età che al mio “Victoria station, please”, mi risponde ripetendo la destinazione con un accento meraviglioso! Io sto praticamente per piangere, ma voglio godermi anche il viaggio in taxi per la città, intravedo anche in lontananza la carrozza reale, scoprendo poi che c’era l’apertura dei lavori parlamentari, saluto di nuovo la mi Londra e mi ritrovo davanti all’entrata del Gatwick express, con il cabbie gentilissimo che mi smonta le valigie e mi fa una battuta sulla valigiona: “It’s for the make up?”

Rido e lo ringrazio mille volte, è stato carino come tutti i tassisti italiani e londinesi che ho incrociato in questa esperienza valigionesca…a parte il primo, un lidense antipatico e supponente, per fortuna è in minoranza

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Si ripiglia il trenino, aeroporto, consegna della valigiona che attira una serie di commenti e di occhiate come al solito, attacco bottone praticamente con tutti i maschi che incrocio, attesa del volo, via, atterro, piango, piove, riprendo la valigiona e trovo un tipo sui 60 anni che in un angolo del Marco Polo sta montando una bici appena arrivata, occhiata di complicità, alilaguna, anche qui tutti carini verso di me e la bimba, Lido, c’è già il sole, taxi con simpatico tassista (che riconosce la valigiona per quella che è e mi confida di essere stato a suo tempo un ciclista), casa

Piazzo la valigiona in entrata e la guardo con affetto, chi me lo diceva che mi sarei affezionata a questo catafalco? Adesso devo smontare tutto e restituirla al proprietario, e mi dispiace già salutare la compagna d’avventura, abbiamo preso insieme la pioggia e il sole, abbiamo calcato i pavimenti lisci degli aeroporti e i marciapiedi sconnessi delle città, ci siamo inerpicate su e scapicollate giù per i vagoni, abbiamo diviso ascensore e camera da letto ed è andato tutto a meraviglia…apro una birra e brindo alla mia nuova amica: alla prossima!

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ps: però forse la prossima volta faccio anch’io come i matti londinesi: noleggio una di queste! 😀

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