Challenge Venice, the longest day

Nero nero nero…accidenti!
Son qua che porcheggio tra me e me perchè non vedo un accidente, l’acqua è nera che più non si può, tanto che all’inizio piglio anche un po’ di spavento!

Dove sono? In laguna, in mezzo a chissà che schifezze e a probabilmente folte colonie di pantegane che nuotano a pochi metri da me! 😀
La pazzia regna sempre sovrana e così quando il giorno dell’Ironman è arrivato non mi sono tirata indietro appena vista l’acqua in cui avrei dovuto sciropparmi 3,8 km a nuoto, così come avrebbe fatto chiunque dotato di sanità mentale, macchè, mi sono tuffata insieme ad altri ottocento pazzoidi e ci siamo impelagati in una nuotata che definirei “estrema”!

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Eeeehhh, altro che Kona, altro che gare durissime in mezzo alla neve o nel deserto: la vera pietra tombale della follia sportiva più folle l’abbiamo messa noi, noi che a sprezzo del pericolo di pigliare malattie anche mai apparse sulla faccia della terra, ci siamo tuffati (alcuni facendo il segno della croce…e chi gli dà torto? 😀 ) in mezzo alle onde nefaste dell’acqua più torbida del mondo!

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In realtà all’inizio non era neanche male, il partire per ultima stavolta è un vantaggio, tutte le altre centinaia di matti hanno fatto un po’ da “scopa” e hanno tolto un po’ di schifezze galleggianti, infatti non trovo lungo il tragitto la quantità di alghe che mi sarei aspettata…il problema sorge quando mi sposto in acque più basse e quindi il rischio di toccare il fondo è alto

Il percorso è rettilineo, quindi facilissimo, tra le briccole e il Ponte della Libertà, partiamo da San Giobbe tuffandoci in modo un po’ rocambolesco da alcune boe galleggianti e semoventi, io già all’inizio parto col piede sbagliato, letteralmente, perchè non mi tuffo di testa come mi consigliano i sommozzatori che ci tengono ferme le boe, ma mi lascio scivolare di piedi nella “palude”

Appena sono in acqua capisco il perchè del consiglio: tocco col piede il fondo e ci sono delle conchiglie belle taglienti che mi tagliuzzano il pedino…nulla di eclatante ma già inizio con la giaculatoria! 😀
Poi comincio a nuotare ringraziando la temperatura dell’acqua che è perfetta e il fatto che il sole sia coperto così non mi dà fastidio ogni volta che piglio fiato

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Ma sì, pensiamo positivo, inizio anche a guardarmi intorno per vedere come vanno gli altri pazzoidi e se posso cominciare già a ciucciare qualche scia come al mio solito! 😀
Macchè! Qua la partenza ritardata non mi aiuta: i più forti sono già tutti andati e chi li piglia più, sono restati solo gli imbranati come me…ma stavolta addirittura PEGGIO di me!!!

Roba da mati! Per la prima volta in vita mia mi vedo costretta a sorpassare tutti tutti tutti quelli che mi trovo sul percorso! Sì perchè ogni volta che mi pare di aver trovato qualcuno che fa al caso mio poi si rivela più lento di me…ma chi sono io? La Pellegrini? 😀

Naturalmente no, sono gli altri che sono davvero imbranati, perchè se vedi uno che COMINCIA la frazione di nuoto a RANA vuol dire che decisamente non è messo bene!
E anche gli altri lo seguono a ruota: sorpasso sorpasso sorpasso, ho la freccia fissa, e ogni volta che sento qualcuno che si accoda per sfruttare la mia scia poi mi accorgo che in poche bracciate l’ho lasciato indietro!
Ma chi sono io? Ecc ecc! 😀

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Bisogna naturalmente fare una piccola precisazione: oltre a qualche staffettante (un paio), tutti gli altri che ho seminato lungo la strada sono invece gli atleti più pazzi di me, cioè quelli che si sciroppano anche la bici e la corsa (tra cui anche il grandissimo Elio!), quindi se in mezzo ci sono i veri imbranati natatori, qualcuno sta anche tirando un po’ il freno per non perdere tutte le energie, infatti io cerco di tenermi alla larga il più possibile per non ostacolarli,e se qualcuno riesce a fare qualche metro un po’ più agevolmente grazie alla mia scia sono solo felice

Comunque alla fine tra imbranati veri e tiratori di freno a mano mi tocca fare slalom per i sorpassi, mi pare di non dare fastidio e sono contenta del mio zigzagare in mezzo alle cuffie verdi, nere, bianche, gialle, arancioni…insomma me le rimonto praticamente tutte, a parte le rosse dei pro che invece manco vedo col binocolo! 😀

La nuotata come si diceva è meglio di quanto mi aspettassi, non vedo pantegane con la cuffia e gli occhialini, e neanche incrocio nutrie che mi sorpassano, mi pare anche più breve del previsto perchè a forza di cercare di superare le foche nere di muta che mi precedono mi distraggo e non penso ai metri percorsi e a quelli da percorrere, così quando vedo il molo di arrivo avvicinarsi velocemente mi stupisco e ridacchio sott’acqua: ormai è quasi fatta!

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Ma è qui che arriva l’inghippo! Il finale di gara si snoda su una specie di “chicane” tra due boe e una briccola e un sub che ci indica la strada, ma purtroppo la marea è decisamente bassa e il fango è tanto, così tutti noi tocchiamo il fondo e tiriamo su quintali di fanghiglia schifosa, anche quelli di taglia media e non solo gli armadi alti due metri e con le braccia lunghe un chilometro!

Cerco di non pensare alla composizione della fanghiglia schifosa, anche perchè in mezzo ci sono di sicuro i rimasugli di decenni di scorie chimiche di Marghera, e infatti si sente pure una puzza sospetta!
Bleah! Cerco di nuotare e non pensare, solo che anche nuotare è ormai difficoltoso; mi tocca andare a rana come il mio amico che ho lasciato all’inizio della gara (e che poi arriverà ultimo: 2 ore e passa!)

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Bleah! Nero nero nero, tiro su la testa più che posso, poi cerco di non farlo più per non perdere tempo, poi mi schifiltolisco e la ritiro su, poi mi viene dal cuore lo sfogo ad alta voce: “Che schifo!”, “Ma proprio!” mi fa eco un altro degli altri pazzoidi che sta barcamenandosi in mezzo a sto fango immondo! 😀

Vabbè, per fortuna è andata, in qualche modo riesco a non mettere i piedi in mezzo al fango (e pure qui mi dicono che hanno trovato conchiglie taglienti!), e arrivo al molo, dove due poveri volontari forzuti mi issano letteralmente sulla terraferma: fatta!

Li ringrazio calorosamente come al mio solito e comincio a correre più veloce che posso verso la T1 dove mi aspetta la grande Katja…corro a velocità supersonica e anche qui mi tocca sorpassare un bel po’ di gente, loro fanno bene a non spolmonarsi, in più si stanno anche togliendo la muta e quindi si rallentano ulteriormente, ad un certo punto sono imbottigliata dietro ad un trenino di atleti che quasi camminano, non trovo spazio così mi tocca uscire dal tappetino rosso che accarezza i miei piedini e grattugiarmi le delicate piante dei piedi sull’asfalto, ma per le mie due compagne di merende faccio questo e altro!

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Ecco Katja, già pronta col caschetto in testa che mi aiuta a togliere il chip e se lo mette, un bel cinque di saluto e incoraggiamento e mi posso rilassare: che goduria fare le staffette! 😀

Con la scusa che le nostre sacche non sono ancora arrivate poi mi rilasso davvero in mezzo al prato insieme all’amico che ho conosciuto oggi e che ha nuotato per l’altra staffetta di pazzi amici, lui naturalmente con tempi decisamente migliori (circa un quarto d’ora in meno!), e con altri pazzoidi staffettisti con cui ci divertiamo a ricordare l’avventura appena conclusa…tutti maschi, serve dirlo?

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Vabbè, io mi diverto un casino anche solo a rilevare alcune pecche organizzative e a parlare di gare passate e future, e scopro che uno dei ragazzi che se ne sta lì ad attendere pazientemente è un nuotatore ancora più folle del mio amico: 48 minuti per una gare del genere è un tempo decisamente ottimo!
Infatti poi scoprirò che è arrivato secondo assoluto, solo dietro ad un pro che ha gareggiato in staffetta…complimentoni!

Arrivano le sacche, doccetta fredda in uno spogliatoio spartano, poi però decido di andarmene a casa a farne un’altra, una non basta proprio!

Arrivata a casa oltre a ridocciarmi e rifocillarmi decido pure di riposarmi, dopodiché si riparte alla volta del parco S.Giuliano per incitare chi è ancora li che si spolmona, sia i colleghi staffettisti sia i veri Ironman/Ironwoman che ormai sono in giro per il mondo a buttare il sangue da una decina di ore circa!

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[l’arrivo del fratellone…un mito! 🙂 ]

Ma io sono qui soprattutto per la  terza del mio gruppetto di pazze, cioè la maratoneta Vita, che con un caldo pazzesco è riuscita a portare a termine la sua frazione in un tempo che io manco se sono allenatissima e col freschetto!

Sono state davvero bravissime, anche Katja ha pedalato alla grande e ha fermato il cronometro a livelli che io…vabbè avete capito! 😀

Insomma il merito di questo nostro Ironwoman va soprattutto a loro, io sono quella che ha dato meno in termini di tempo e di fatica, ma è stata una grande emozione anche per me tagliare il traguardo, è stato fantastico ritrovarmi negli ultimi metri di questa gara da pazzi con le altre due pazze a manina: grazie ragazze, ce l’abbiamo fatta! 🙂

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