felice, divertita, triste

felice:
Il vaporetto notturno va per il Canal Grande senza troppa fretta, e io passo il tempo dando info al terzetto di simpatici e sprovveduti turisti messicani

canal grande

Ormai siamo quasi a Sant’Elena e siamo anche all’una passata di notte, tutto perché l’aereo ha ritardato scombinando i miei piani di rientro: next time se torna in orari più consoni, che vabbe’ che domani si dorme, ma francamente non ho più l’età per sti orari! 🙂

“Sì, siamo quasi arrivati, il lido è quello!”, e mentre diamo le ultime indicazioni ai sudamericani ci sentiamo delle furbone, perché di viaggi un po’ incasinati ne abbiamo fatti, ma incastrare un giorno solo a Venezia in mezzo ad un tour europeo mi pare una cavolata! E pigliate l’albergo al lido? E arrivate alle due di notte? Ma chi siete: Fantozzi alla riscossa? 😀

E mentre viaggiavo per il Canal Grande puntando il dito ai vari monumenti su cui non sapevano una beata, ripensavo alla mini-vacanza londinese, che è un rito ormai consolidato, il richiamo dell’antitetanica annuale!

london

Un sacco di gente a dirmi cosa ci vado a fare, e ci sono già stata tante volte, e ormai ho visto tutto…a questi rispondo con frasi fatte e sguiscio via, a quelli invece che mi danno il cinque dico la verità: Londra mi serve

Mi serve il suo clima fresco e soleggiato e ventoso e piovoso e pure nebbioso, mi piacciono tutte le declinazioni, anche se il mio preferito naturalmente è il breezy sun: un bel sole ma freschetto!

Mi serve rivedere lo skyline dalla Tate, le foglie ingiallite che cadono, le strade trafficate e quelle silenziose, i pub dalle insegne più strampalate affollati di gente dopo il lavoro, i doubledecker che sfrecciano in mezzo al caos del centro o tra i quartieri periferici, le chiese che inaspettatamente ti trovi a pararsi davanti appena giri l’angolo

tate beer

Mi serve sentire il “Mind the gap, please!” della tube, le indicazioni registrate ad ogni stazione e quelle che il conduttore fa smangiandosi mezze frasi, sentire le conversazioni in british english dall’accento inconfondibile che mi stende ogni volta, sentire i mille suoni della metropoli che vive 24h

Mi serve essere coccolata dalla british polite, con i gentleman che mi fanno passare avanti (l’altro giorno perfino un ragazzino che avrà avuto 12 anni al massimo!), gli innumerevoli “sorry” ad ogni piè sospinto (o, meglio, pestato!), addirittura il primo ragazzo che mi offre il posto in metropolitana, sancendo così il mio ingresso nella terza età! 😀

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Sarà che ero sveglia dalle quattro, sarà che appena scesa dall’aereo mi ero scapicollata fino all’albergo e poi avevo continuato a girare per ore, e quindi non avevo sicuramente un viso fresco e rilassato…comunque piglio con simpatia e gratitudine questo bel gesto
Alla fine ho ringraziato e non ho approfittato del posto, sia perché non mi sentivo così stanca, sia perché mi aveva preso alla sprovvista: non ci sono abituata! 😀

Mi serve anche tornare alla National Gallery a rivedere il mio quadro preferito, una tela di Turner sulla storia di Ulisse e Polifemo

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Si vede una nave in mezzo al un paesaggio “turneriano”, il quadro è molto bello già in sè, in più mi ricorda una delle scene più meravigliose che questa città mi ha offerto: un addetto alla sorveglianza che aiutava la maestra a spiegare la storia ad una classe di bambini
Io rimasi incantata dalla verve che questo simpatico signore metteva nel racconto, talmente tanta che alla fine si è buttato sul pavimento con braccia e gambe per aria per far capire che Ulisse era scappato aggrappandosi al vello di una pecora!

Io ero estasiata, divertita e anche un po’ commossa dalla scena, e ricordo di aver pensato che queste cose si vedono solo a Londra!

Ecco, siamo al Lido, ormai sono le due di notte, saluto i messicani e vado a pigliare l’autobus, un po’ stanca dal viaggio ma ancora con il sorriso londinese stampato in faccia: bye London, thanks!

divertita:
La sveglia suona pure oggi che è domenica 22/10/17, vorrei starmene a letto, invece ci si alza al solito orario perchè bisogna essere ai Giardini per l’arrivo dei maratoneti!

maratona

Ieri mi sono dedicata per gran parte del pomeriggio a riempire sacchetti con bottigliette d’acqua, frutta, e altre robine per i runners, oggi si va a distribuire il tutto, e anche a sistemare le sacche con i vestiti e a mettere transenne e nastri vari

E’ la prima volta che faccio la volontaria alla Venicemarathon, non ero così entusiasta all’idea perchè pensavo che due giorni erano troppi,invece mi sono divertita un sacco, sia nella preparazione che nel giorno dell’evento!

Mi piace ritrovarmi in mezzo a amici, ma anche sconosciuti, che si danno da fare a migliorare un giorno che è già di per sè indimenticabile, e starmene per quasi tutto il giorno a indicare agli atleti la direzione per gli spogliatoi mi è piaciuto un sacco! 🙂

sacche maratona

I primi sono quelli della 10km, quindi senza grandi patemi, arrivano abbastanza tranquilli, a parte le solite eccezioni, e soprattutto molto in massa: con un chilometraggio così breve è dura che si spalmino in orari assurdi!

Così l’ondata ci travolge in breve tempo, tutto comunque fila liscio e ci ritroviamo in poco più di un’ora di nuovo con i Giardini deserti…occhio però, sono già partiti i maratoneti, ci metteranno un pochino di più, ma la testa della gara è già vicina!

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Ed ecco il primo dei maratoneti “normali”, non professionisti: arriva tranquillo e bello pimpante, gli facciamo un bell’applauso meritatissimo, così come ai suoi colleghi che lo seguono a breve, e tutti sorridono e ringraziano, e rifiutano gentilmente i massaggi e lo stretching che alcuni baldi giovani neo-diplomati offrono

Ecco arrivare anche il resto dei runners, sempre di più e sempre meno pimpanti, ormai la marea ci travolge, e in mezzo aumentano anche gli zombie che camminano a stento e si fiondano felici verso l’agognato massaggio!
Con questi è duro il mio compito, cioè evitare che si fermino in mezzo al percorso e vadano invece verso gli spogliatoi: sono solo 5 metri ma naturalmente a loro sembrano 1000! 😀

Arrivano anche tutti gli amici che hanno corso, faccio un sacco di complimenti a tutti, ma soprattutto al grandissimo Max che con una preparazione “easy” (quasi come le mie! 😀 ) ha quasi centrato le 3 ore e 30…un tempone!

Ormai il flusso comincia a calare, decido che è ora di tornarsene a casa, anche perchè devo tenere fede alla promessa fatta a Max, cioè di bersi lo spritz all’arrivo, e così eccomi di nuovo in vaporetto, stavolta di giorno, insieme al maratoneta che si scola felice il premio! 😀

sprisssss

triste:
Purtroppo il mese non mi ha dato solo momenti felici e divertenti, è arrivata anche la notizia della morte di un piccolo compagno di passeggiate e corse, il cagnolino di mia sorella ha gironzolato per l’ultima volta per le stradine degli Alberoni, stavolta è partito per un viaggio più lungo 😦

Ciao Jackino, ricorderò sempre tutte le volte che venivi a reclamare le carezze sotto la tavola scodinzolando, le volte che mi hai fatto da sparring partner nelle corse e nelle lunghe passeggiate, le volte che mi hai fatto dannare perchè riuscivi a scapparmi con delle volate a 100 all’ora che manco Bolt! 😀

Grazie, ciao piccolo

jacky 3

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